“American Wife” di Curtis Sittenfeld

Mi è piaciuto leggere Sisterland di Curtis Sittenfeld un paio d’anni fa, e, dato che dall’apertura del mio blog mi sono impegnato a leggere più testi possibile dello stesso autore, ho deciso di leggere il romanzo più celebre di Sittenfeld ‘American Wife’, pubblicato nel 2008. È il ritratto di Alice Lindgren e il suo percorso per diventare la First Lady degli Stati Uniti nel 2001, dalla sua gioventù nel Wisconsin al matrimonio e la maternità quando ha trent’anni, attraverso la sua vita nella Casa Bianca durante il periodo presidenziale del suo poco acclamato marito. Sapere che la storia si è ispirata agli eventi principali della vita di Laura Bush significa che è difficile non immaginare il marito di Alice, Charlie Blackwell, come George W. Bush, che ha ottenuto l’ufficio nello stesso anno.

Le recensioni per ‘American Wife’ che ho letto su Goodreads speculano giustamente sulle intenzioni di Sittenfeld di romanzare gli aspetti della vista di Laura Bush, e il confondere le linee tra realtà e finzione sembra aver messo a disagio molti lettori. La storia non è basata su abbastanza fatti storici da essere considerato un racconto storico, ma neanche la verità è stata nascosta a sufficienza, quindi non lo si può considerare neanche completamente inventato. È un equilibrio fin troppo complicato da valutare ma per la gran parte, credo che Sittenfeld riesca a farlo funzionare abbastanza bene. I dati relativi a Laura Bush utilizzati nella narrazione sono il ruolo di bibliotecaria della protagonista, prima di incontrare il futuro marito e la sua famiglia privilegiata ad un barbecue, e che ha causato un incidente stradale all’età di diciassette anni, in cui è morto un suo compagno di classe che si credeva fosse il suo fidanzato. È quel singolo momento a dare forma al resto della vita di Alice, e la trama si concentra sulle conseguenze dell’incidente, incluso il suo aborto segreto e l’amicizia travagliata con la compagna di scuola Dena.

Il ritratto di Alice di Sittenfeld come una giovane mente introversa è in gran parte empatico, anche se la protagonista è dolorosamente passiva a volte. Ha successo nel dimostrare perché qualcuno come Alice deciderebbe di sposarsi con qualcuno come Charlie, carismatico ma arrogante e crudele. Ad ogni modo, la conclusione della storia racconta il secondo mandato di Charlie alla Casa Bianca, ed è considerevolmente meno oggettivo, oltre che interessante, al punto da lasciar trasparire le critiche di Sittenfeld attraverso i racconti di Alice.

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